Dopo il buon “The Hawk Is Howling” del 2008 i Mogwai tornano con un disco dal titolo geniale, “Hardcore Will Never Die, But You Will”. Rispetto al precedente lavoro, questo è qualche centimetro più su e l’intimismo, qui, la fa da padrone.
La cura del suono è sempre la stessa, maniacale, estremamente perfezionista, ben congegnata. “Rano Pano”, singolo di debutto, è qualcosa di estremamente trascinante. Chitarre acide, batteria molto incisiva per un sound che ci riporta alle origini. Pezzi tirati, ballad, psichedelia. C’è tutto in questo disco, che preannuncia una grande forza nell’esecuzione live.
Non fosse per “Mexican Grand Prix”, che stacca troppo e qualitativamente non è un granché, potevamo avere a che fare con un vero gioiello. Ma comunque ci troviamo davanti a un ottimo disco. Il tris “Death Rays” – “San Pedro” – “Letters To The Metro” è da applausi. Tre brani consecutivi di questa qualità non si vedevano dai tempi di “The Earth Is Not A Cold Dead Place”, altro gioiello del mondo post-rock. “Letters To The Metro” è di una malinconia pazzesca, pianoforte e batteria leggerissima fanno viaggiare se si chiudono gli occhi con le cuffie alle orecchie. La grinta di “How To Be A Werewolf”, soprattutto nella parte finale, è estremamente adrenalinica, con un assolo che live mostrerà tutta la sua forza. Bel disco, bravi tutti.
Data di uscita: 14 Febbraio 2011, Rock Action Records/Sub Pop
Somiglianze: Explosions In The Sky, Mono, Godspeed You! Black Emperor, God Is An Astronaut, Giardini Di Mirò
Voto: 8/10
Da ascoltare subito: ”Death Rays”, “San Pedro”, “Letters To The Metro”, “Rano Pano”
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