Secondo un disegno di legge presentato due mesi fa ed approvato il 12 ottobre scorso, qualsiasi attività di informazione sul web, per essere valida e attiva, dovrà registrarsi al Registro degli operatori di Comunicazione (RoC). In caso contrario rischia seriamente la chiusura.
Questa è una sorta di censura al mondo dell’informazione e, perché no, a quello che è il futuro del web, ovvero i blog. Perché impedire a milioni di persone di chiudere un qualcosa che non ha scopo di lucro, ma (come me) ha un blog solo per puro divertimento? L’allarme è stato lanciato da un curatore del sito Civile.it, ovvero Valentino Spataro, e il tema è stato ripreso ieri da un articolo pubblicato su La Repubblica con risposte da parte del mondo politico.
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Meno male che non possono ancora “intercettare” i nostri pensieri: altrimenti, dovremmo pagare una tassa anche su quelli molto probabilmente
cerchiamo di vender cara la pelle…
io resto del parere che abbiamo una classe politica TOTALMENTE da rifondare, destra, sinistra e centro.
Completamente d’accordo con Carlo. Questo Dll è paurosamente stupido e, se disgraziatamente diventasse legge, sarebbe un colpo durissimo contro la liberà di espressione.
Fin’ora se n’è parlato e basta ma… c’è davvero qualcuno (politici vari) che in Italia ha paura dei blog?
p.s bel blog e bel avantar con il Capitano;-) ti link e torno a leggerti.
La colpa é nostra che continuiamo a dare il voto a questi vecchi decrepiti della politica italiana. E’ impensabile che una persona alla soglia dei 70 anni riesca a comprendere le potenzialità della rete e le sue forme di libera espressione. In Italia bisogna un rinnovamento radicale delle persone che fanno politica. Rischiamo che il nostro prossimo presidente del consiglio (Berlusconi), quando sarà in carica, se il governo attuale riesce a chiudere la legislatura naturale, avrà circa 73 anni!!
Se vediamo gli altri stati, come la vicina francia, la media dell’età dei ministri é sui 40 anni, che bellezza.
Se tra i siti chiudibili per mancata registrazione rientrassero anche i blog, la vedo dura per chiunque debba prendersi la grana di controllarli & chiuderli uno per uno… quanti blog ci sono in italia? Migliaia? Decine di migliaia? E a che nome sono registrati?
Buon lavoro… Mi sembra uno di quei provvedimenti che vengono in mente a chi internet manco sa dove sta di casa. Ma tanto la nostra classe politica è formata da vecchi artritici…
Ma perchè non li facciamo fallire in blocco?
Invece di organizzare il v-day forse i tempi sono maturi per una rivoluzione (che in italia non c’è mai stata).
Smettiamo di finanziare lo stato. Tutti. In blocco. Subito.
…forca in spalla, e ghigliottina in piazza…
[...] “Levi-Prodi”, dovremo chiudere i nostri blog? [...]
Se vi interessa ho appena postato il motivo per cui abbandonai internet nel 2000-2001 (in seguito alla prima legge “bavaglio”). Quando nel 98 inizai a “campare” con internet eravamo pochi a navigare in Italia. Praticamente “gli adetti ai lavori”.
All’epoca eravamo 4 gatti ed avevamo il mondo contro:Internet era il demonio e noi …..
venivamo tacciati di essere hacker (forse intendevano dire cracker), pedofili, criminali e tutte le altre cose che diceva la tv ed i giornali di quei tempi. Oggi è tutto diverso e quindi sono molto ottimista. Se volete, lasciatemi un commento sul mio blog.
Grazie
[...] Gentiloni: “Ddl sull’editoria da rivedere” Jump to Comments Dopo le polemiche suscitate dal ddl Levi-Prodi sulla possibile “censura” a blog e servizi di informazione via web (registrazione [...]
Sembra quasi che questo disegno di legge miri a tagliare le gambe non tanto a noi comuni mortali, ma a Beppe Grillo, che qui in Italia gode di una censura mediatica senza pari. E’ censurato ovunque, ma non in rete. Quindi… Ciao Scorpio79
Falso allarme falso allarme!
Il ministro Gentiloni rivedrà il disegno di legge….aveva avuto una svista…
notizia di ieri su repubblica.it
lo so lo so.
leggete qua: http://carloogle.wordpress.com/2007/10/21/il-ministro-gentiloni-ddl-sulleditoria-da-rivedere/
Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.
Non vedo dunque la necessità di restringere l’accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.
E poi scusate… ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire…) attraverso l’indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?
Non vi pare un po’ incoerente, per non dire di peggio?
Amazing post!, brother